L’Islam in Italia

ago 06, 11 L’Islam in Italia

Passato e presente della presenza musulmana in Italia

La seconda religione in Italia

Soprattutto a causa del forte afflusso di immigrati degli ultimi anni, la religione dell’Islam è oggi in Italia la seconda per numero di fedeli residenti nel paese. Con una stima, tra l’altro piuttosto incerta, di un milione e duecentomila persone, per la maggior parte sunniti, si raggiunge la quota dell’1,9% della popolazione nazionale, contro lo 0,7% rappresentato dalle restanti fedi religiose, il 5,8% di quelli che si dichiarano non credenti, e il preponderante 91,6% di cattolici.

Storia dell’Islam in Italia

Il primo contatto che l’Italia ha avuto con l’Islam risale al IX secolo, quando la Sicilia cade sotto il dominio musulmano e numerose incursioni coinvolgono tutto il resto dell’Italia. L’occupazione dell’isola dura dall’827 al 1091, pur potendo parlare di un controllo stabile, da parte degli invasori, solo a partire dal 965. Anche al termine dell’occupazione musulmana, rimane in Sicilia una minoranza islamica che resiste fino al 1239, anno in cui viene deportata in Puglia da Federico II, per poi restare nella regione fino allo sterminio dei musulmani voluto da Carlo II d’Angiò nel 1300. In tempi più recenti, la presenza musulmana in Italia è pressoché assente fino agli anni ’60, periodo in cui iniziano ad affluire studenti, uomini d’affari, dipendenti di ambasciate stranieri. Negli anni ’70 si vedono arrivare anche i primi immigrati provenienti dal nord Africa, in particolare dal Marocco, affluenza questa che riceve un’ulteriore spinta negli anni ’90, periodo in cui i flussi migratori coinvolgono anche l’Albania. Con la crescita dell’immigrazione dall’Est Europa e dall’America Latina, la quota di musulmani diminuisce, pur rimanendo elevata.

Associazionismo e istituzioni musulmane in Italia

L’Islam in Italia non possiede un’istituzione unica e unitaria che rappresenti l’interesse dei musulmani di fronte allo Stato. Esistono invece numerose associazioni che rivendicano tale rappresentanza, multietniche e multinazionali. Anche alcuni stati, come il Marocco e l’Egitto, lavorano per seguire i propri cittadini all’estero. Una tale situazione, così frammentaria ed eterogenea, può essere un problema dal punto di vista del dialogo e dell’intesa con lo stato ospitante, che si vede impossibilitato a mediare con un fronte unitario ma deve interagire con numerose associazioni differenti. Per superare questo ostacolo, nel 2005 il ministro dell’interno Giuseppe Pisanu ha voluto la “Consulta Islamica”, composta di 16 membri metà dei quali cittadini italiani, e facenti parte della cultura e delle associazioni musulmane laiche e religiose.

Illustrazione: Jasmin Merdan – Fotolia

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