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	<title>Islam Net</title>
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	<description>L´Islam in Italia. Notizie sulla storia e sulla dottrina musulmana</description>
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		<title>La donna e l&#8217;Islam: più doveri che diritti</title>
		<link>http://www.islamnet.it/2011/08/la-donna-e-lislam-piu-doveri-che-diritti/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 10:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>popolounito</dc:creator>
				<category><![CDATA[La dottrina islamica]]></category>
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		<description><![CDATA[La situazione della donna in Islam è ancora oggi molto critica, in quanto, anche se considerata uguale all&#8217;uomo nella dimensione religiosa, continua a rivestire un ruolo marginale, fatto sopratutto di doveri, all&#8217;interno della società. La donna per la religione islamica Per la religione islamica, la donna e l&#8217;uomo sono uguali nella dimensione della vita oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La situazione della donna in Islam è ancora oggi molto critica, in quanto, anche se considerata uguale all&#8217;uomo nella dimensione religiosa, continua a rivestire un ruolo marginale, fatto sopratutto di doveri, all&#8217;interno della società.</strong></p>
<p><span id="more-37"></span></p>
<h2>La donna per la religione islamica</h2>
<p>Per la religione islamica, la donna e l&#8217;uomo sono uguali nella dimensione della vita oltre la morte. Nell&#8217;eternità, per gli islamici, la donna ha gli stessi diritti e doveri dell&#8217;uomo e non esiste forma di discriminazione nè di sottomissione. Questo concetto appare paradossale in una cultura che vede la donna in una condizione di grande  inferiorità rispetto all&#8217;uomo, una condizione che la priva dei fondamentali diritti umani.</p>
<h2>La donna per la società islamica</h2>
<p>Nella società islamica la donna ha, infatti, un ruolo marginale: dall&#8217;abito che le cela il corpo e parte del viso, al burka che la nasconde completamente; dal matrimonio combinato a cui non si può opporre all&#8217;impedimento a far parte della vita politica. Spesso la vita della donna è, in Islam, in mano agli uomini, da cui dipende prima come figlia, poi come moglie. La privazione di potere si allarga, inoltre, spesso al suo ruolo di madre, in quanto  non ha nessun potere decisionale neppure in relazione ai figli. La situazione della donna non è tuttavia uguale in tutti i Paesi Islamici: negli anni vi sono stati profondi cambiamenti che hanno favorito una maggiore libertà nella donna come la Turchia e Tunisia che presentano un programma legislativo a favore della parità dei sessi in diversi ambiti. La situazione più critica è quella che si registra in Iran ed in Afganistan, dove alle donne non è permesso di avere vita sociale e scolatica. La condizione complessiva della donna in Islam registra un alto livello di dissensi in Occidente, e reazioni come quella di Amnesty International volte a porre fine a questa forma di discriminazione sociale che penalizza la libertà individuale, sociale, culturale e politica della donna in una realtà retta da un sistema di tipo patriarcale.</p>
<p>Foto: Jasmin Merdan &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Le moschee in Italia: luoghi di preghiera</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 15:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le moschee, luoghi di preghiera per i fedeli dell&#8217;Islam, sono costruzioni religiose diffuse nel mondo e anche in diverse regioni Italia. La loro struttura imponente e unica, fa si che vengono valorizzate, oltre che come luoghi di culto, anche per il loro valore architettonico. Le moschee Le moschee sono costruzioni di grande bellezza e maestosità, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Le moschee, luoghi di preghiera per i fedeli dell&#8217;Islam, sono costruzioni religiose diffuse nel mondo e anche in diverse regioni Italia. La loro struttura imponente e unica, fa si che vengono valorizzate, oltre che come luoghi di culto, anche per il loro valore architettonico.</strong><span id="more-30"></span></p>
<h2>Le moschee</h2>
<p>Le moschee sono costruzioni di grande bellezza e maestosità, ispirate in origine a quella che era la casa di Maometto e poi successivamente arricchite da altri elementi come le colonne. Sono strutture religiose create per la preghiera dei fedeli, che accolgono al loro interno solo ciò che è funzionale a questo rito: un&#8217;insieme di tappetti che rivestono il pavimento (nella moschea si entra senza scarpe), una nicchia ( Mihrab) che indica la posizione della Mecca verso cui rivolgersi mentre si prega e un leggio per la lettura del Corano. Le moschee, in cui sono assenti raffigurazioni relative al mondo umano ed animale, poichè è vietata la rappresentazione divina attraverso figure o immagini che la possono evocare, sono spesso arricchite da mosaici o da scritte tratte dal Corano.</p>
<h2>Le moschee in Italia</h2>
<p>In Italia sono presenti circa 750 moschee, nate per accogliere le preghiere dei fedeli della religione islamica che, nella sola Nazione sono oltre 10.000. La maggior parte delle moschee si trova nell&#8217;Italia del Nord. Se ne contano, infatti, oltre 60 in Lombardia e circa 50 in Emilia Romagna e in Piemonte. Sono, inoltre presenti moschee in Friuli, Trentino e Liguria. Tuttavia, nonostantel&#8217;ingente numero di queste strutture nel Paese, solo due sono effettivamente riconosciute: la moschea di Roma e quella di Milano, che dovrebbe essere ultimata nel 2012. Le moschea di Roma è una costruzione che si estende a nord della città e che per le sue dimensioni risulta essere la più grande d&#8217;Europa: è una struttura dall&#8217;elegante architettura interna valorizzata da ceramiche dai colori tenui. Per la sua bellezza e maestosità questa struttura risulta essere, oltre ad un luogo di preghiera ed un punto di aggregazione di vari ambiti relativi alla cultura e alla religione islamica, un vero capolavoro archittetonico.</p>
<p>Foto: Rudolf Tepfenhart &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il Ramadan e la storia del digiuno</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 15:14:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>popolounito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ramadan è un periodo dell&#8217;anno che le popolazioni musulmane dedicano al digiuno. Vediamo, quindi, sia quali sono le origini e il significato di questa tradizione che le modalità attraverso cui questa viene vissuta da chi la pratica. Le origini e il significato del Ramadan Il Ramadam costituisce un particolare momento riconosciuto dal calendario musulmano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Ramadan è un periodo dell&#8217;anno che le popolazioni musulmane dedicano al digiuno. Vediamo, quindi, sia quali sono le origini e il significato di questa tradizione che le modalità attraverso cui questa viene vissuta da chi la pratica.</strong></p>
<p><span id="more-27"></span></p>
<h2>Le origini e il significato del Ramadan</h2>
<p>Il Ramadam costituisce un particolare momento riconosciuto dal calendario musulmano, della durata di circa 30 giorni, che coincide con il nono mese dell&#8217;anno, in cui ci si astiene dal lavoro e ci si dedica al digiuno. L&#8217;origine di questa tradizione risale a Maometto in quanto sembrerebbe che in questo mese sarebbero stati rilevati al profeta i primi versi del Corano. Il significato del Ramadan risiede nella finalità spirituale ed educativa di questa pratica, volta sia all&#8217;insegnamento della rinuncia, della pazienza, dell&#8217;umiltà che dell&#8217;autodisciplina per la purificazione di sè e il totale dedicarsi alla preghiera.</p>
<h2>Come il Ramadan viene vissuto</h2>
<p>La pratica del digiuno è obbligatoria in quanto costituisce una delle dottrine fondamentali della religione islamica: da essa si possono astenere solo le donne incinte e quelle che allatano, i bambini o le persone gravamente malate. In quanto periodo di purificazione spirituale, finalizzato a liberarsi dalle corruzioni corporali, coloro che praticano il Ramadan oltre a non mangiare nè bere, non possono avere rapporti sessuali, fumare o profumarsi (anche se su questo punto le posizioni non sono univoche). Il Ramadan, che ogni giorno va fatto precedere da un pasto leggero per poter affrontare il digiuno, va rispettato sino al tramonto, poichè, al calare del sole i praticanti possono bere un bicchiere d&#8217;acqua o dei datteri. Il Ramadan è un momento di grande preghiera: i fedeli, rivolgendosi verso la Mecca per cinque volte al giorno, invocano il loro Dio affinchè li sostenga e li aiuti a vivere nel bene e nella purificazione, e chiedono perdono dei loro peccati.</p>
<p>Immagine: Egypix &#8211; Fotolia</p>
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		<title>L&#8217;Islam in Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 14:54:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>popolounito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passato e presente della presenza musulmana in Italia La seconda religione in Italia Soprattutto a causa del forte afflusso di immigrati degli ultimi anni, la religione dell’Islam è oggi in Italia la seconda per numero di fedeli residenti nel paese. Con una stima, tra l’altro piuttosto incerta, di un milione e duecentomila persone, per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Passato e presente della presenza musulmana in Italia</strong></p>
<h2>La seconda religione in Italia</h2>
<p><span id="more-20"></span></p>
<p>Soprattutto a causa del forte afflusso di immigrati degli ultimi anni, la religione dell’Islam è oggi in Italia la seconda per numero di fedeli residenti nel paese. Con una stima, tra l’altro piuttosto incerta, di un milione e duecentomila persone, per la maggior parte sunniti, si raggiunge la quota dell’1,9% della popolazione nazionale, contro lo 0,7% rappresentato dalle restanti fedi religiose, il 5,8% di quelli che si dichiarano non credenti, e il preponderante 91,6% di cattolici.</p>
<h2>Storia dell&#8217;Islam in Italia</h2>
<p>Il primo contatto che l’Italia ha avuto con l’Islam risale al IX secolo, quando la Sicilia cade sotto il dominio musulmano e numerose incursioni coinvolgono tutto il resto dell’Italia. L’occupazione dell’isola dura dall’827 al 1091, pur potendo parlare di un controllo stabile, da parte degli invasori, solo a partire dal 965. Anche al termine dell’occupazione musulmana, rimane in Sicilia una minoranza islamica che resiste fino al 1239, anno in cui viene deportata in Puglia da Federico II, per poi restare nella regione fino allo sterminio dei musulmani voluto da Carlo II d’Angiò nel 1300. In tempi più recenti, la presenza musulmana in Italia è pressoché assente fino agli anni ’60, periodo in cui iniziano ad affluire studenti, uomini d’affari, dipendenti di ambasciate stranieri. Negli anni ’70 si vedono arrivare anche i primi immigrati provenienti dal nord Africa, in particolare dal Marocco, affluenza questa che riceve un’ulteriore spinta negli anni ’90, periodo in cui i flussi migratori coinvolgono anche l’Albania. Con la crescita dell’immigrazione dall’Est Europa e dall’America Latina, la quota di musulmani diminuisce, pur rimanendo elevata.</p>
<h2>Associazionismo e istituzioni musulmane in Italia</h2>
<p>L’Islam in Italia non possiede un’istituzione unica e unitaria che rappresenti l’interesse dei musulmani di fronte allo Stato. Esistono invece numerose associazioni che rivendicano tale rappresentanza, multietniche e multinazionali. Anche alcuni stati, come il Marocco e l’Egitto, lavorano per seguire i propri cittadini all’estero. Una tale situazione, così frammentaria ed eterogenea, può essere un problema dal punto di vista del dialogo e dell’intesa con lo stato ospitante, che si vede impossibilitato a mediare con un fronte unitario ma deve interagire con numerose associazioni differenti. Per superare questo ostacolo, nel 2005 il ministro dell’interno Giuseppe Pisanu ha voluto la “Consulta Islamica”, composta di 16 membri metà dei quali cittadini italiani, e facenti parte della cultura e delle associazioni musulmane laiche e religiose.</p>
<p>Illustrazione: Jasmin Merdan &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il senso della vita nell&#8217;Islam</title>
		<link>http://www.islamnet.it/2011/08/il-senso-della-vita-nellislam/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 14:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>popolounito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non solo fede religiosa, ma anche pratica degli insegnamenti divini I cinque pilastri dell&#8217;Islam Secondo l’Islam il dovere principale dell’uomo è quello di riconoscere l’autorità di Dio, obbedendo alla sua parola, mettendo in pratica gli insegnamenti del Corano e non associando Dio a nessun altro. Questo è il modo per ottenere la pace interiore e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Non solo fede religiosa, ma anche pratica degli insegnamenti divini</strong></p>
<h2>I cinque pilastri dell&#8217;Islam</h2>
<p><span id="more-16"></span></p>
<p>Secondo l’Islam il dovere principale dell’uomo è quello di riconoscere l’autorità di Dio, obbedendo alla sua parola, mettendo in pratica gli insegnamenti del Corano e non associando Dio a nessun altro. Questo è il modo per ottenere la pace interiore e, dopo la morte, la salvezza. Secondo questo punto di vista la malattia e le difficoltà della vita diventano parte del disegno divino, imperscrutabile ma inevitabilmente giusto. Il buon musulmano accetta ciò che la vita gli serba, perché così è la volontà di Dio. Tuttavia questa non vuole essere un’accettazione passiva della vita, ma attiva, integrale e positiva. Anche se il disegno divino deve rimanere oscuro agli occhi del fedele, ogni sofferenza e ogni prova a cui la vita ci sottopone nasconde un significato preciso, la volontà di un Dio che ama i suoi figli.<br />
La religione islamica consiste tanto nella fede quanto nella pratica. Ogni musulmano ha dei doveri e degli obblighi verso Dio e verso gli altri, tra cui i più importanti sono i cosiddetti “cinque pilastri dell’Islam”:<br />
-	L’accettazione di Dio e della sua autorità;<br />
-	La preghiera quotidiana;<br />
-	L’elemosina canonica;<br />
-	Il pellegrinaggio, una volta nella vita, a La Mecca;<br />
-	Il digiuno nel mese del Ramadan.</p>
<h2>Legame tra vita e morte e salvezza eterna</h2>
<p>Secondo l’Islam sono le azioni compiute e le scelte fatte nella vita terrena che garantiscono la salvezza nella vita eterna. In questo senso vita e morte sono strettamente legate. La vita possiede per i musulmani un’accezione positiva, deve essere valorizzata e accettata, fino al suo esaurimento. La morte, di contro, non è quindi una punizione, ne tantomeno un termine ultimo. Se mai sancisce un momento di passaggio. Ogni punizione, se ritenuta necessaria dal giudizio di Dio, avviene se mai dopo di essa. Il giudizio divino avviene peraltro sulle basi della vita terrena dell’uomo, completamente responsabile delle proprie azioni e dei propri pensieri. E non solo le azioni, ma anche lo spirito e l’intenzione con cui ogni atto è compiuto sono valutati e giudicati da Dio. In questo senso i cinque pilastri dell’Islam e gli insegnamenti del Corano offrono la guida per una condotta terrena e una vita spirituale meritevole di salvezza eterna. </p>
<p>Foto: Ina Schoenrock &#8211; Fotolia</p>
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		<title>Il Corano e le sue sure: affinità con la Bibbia</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 14:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Testi sacri a confronto: Corano contro Bibbia Le origini comuni dei due libri Pur essendo per alcuni versi molto differenti tra loro, Cristianesimo e Islam sono due fedi con numerose somiglianze e svariati punti di contatto. Entrambe religioni monoteiste, testimonianze cioè di un Dio unico e solo, creatore dell’universo e giudice assoluto sono peraltro, seppur [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Testi sacri a confronto: Corano contro Bibbia</strong></p>
<h2>Le origini comuni dei due libri</h2>
<p><span id="more-12"></span></p>
<p>Pur essendo per alcuni versi molto differenti tra loro, Cristianesimo e Islam sono due fedi con numerose somiglianze e svariati punti di contatto. Entrambe religioni monoteiste, testimonianze cioè di un Dio unico e solo, creatore dell’universo e giudice assoluto sono peraltro, seppur in modo differente, completamento della rivelazione biblica di origine ebraica. Allo stesso modo i due libri sacri, Bibbia e Corano, condividono alcuni punti e alcuni concetti. Il Corano poi parla apertamente ed esplicitamente del cristianesimo, ammettendo, anche se con un’interpretazione diversa da quella offerta dalla Bibbia, l’importanza di personaggi quali Gesù, Maria, Giuseppe.</p>
<h2>I soliti sospetti: Gesù, Giuseppe, Maria&#8230;</h2>
<p>Gesù è considerato dalla religione cattolica il figlio di Dio, e nello stesso tempo Dio stesso, concepito quest’ultimo come unico e trino. Nel Corano il concetto di trinità è rifiutato, e non viene condivisa la paternità divina di Gesù. Quest’ultimo è però per l’Islam un importante profeta, e riveste un ruolo importante nella tradizione coranica.<br />
Alla Vergine Maria il Corano dedica numerosi spazi e molte citazioni, tra cui un’intera sura. Il concepimento divino di Gesù viene condiviso con la tradizione cristiana, anche se non viene concessa divinità, nel Corano, a quest’ultimo. Maria è definita santa nelle scritture sacre dell’Islam, prescelta di Dio tra le donne per concepire Gesù, un profeta, senza alcun atto sessuale. Giuseppe, che nel Corano non viene mai descritto come sposo di Maria, forse per confermare e rafforzare la santità di quest’ultima, è però descritto come un perfetto musulmano, obbediente a Dio e fedele alle sue leggi.</p>
<h2>Molti altri punti in comune tra i due testi sacri</h2>
<p>Oltre alle evidenti condivisioni riguardanti Gesù, Giuseppe e Maria, che legano le due tradizioni religiose in questione, esistono molti altri punti di contatto e sovrapposizioni parziali. Sia negli avvenimenti, come per la creazione del mondo e dell’uomo, per il peccato di Abramo, per le vicende di Caino e Abele, per il diluvio universale e per la torre di Babele. Sia nei personaggi comuni, come Abramo, Mosè, Saul, Davide, Salomone, Giona, Giobbe, Zaccaria, Giovanni Battista e altri ancora. Nonostante la sostanziale diversità che distingue le due religioni, Cristianesimo e Islam in conclusione condividono molto. Tali affinità potrebbero essere il mezzo e il modo per avvicinare i fedeli delle due diverse confessioni, in un futuro, si spera, prossimo.</p>
<p>Immagine: onnickx &#8211; Fotolia</p>
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